La “pazza idea” di Berlusconi «Stampiamo Euro o ciao ciao Ue»

Giugno 1st, 2012

Berlusconi impazza sull’euro. Anzi, ha “idee pazze”, come ha precisato oggi alla riunione con i gruppi parlamentari del Pdl, in cui l’ex premier si riprende la scena e lancia le sue proposte salva-crisi. Proposte “pazze”, è lui stesso a dirlo. In sintesi, l’ex presidente del Consiglio, partendo dall’assunto che «l’Italia è il secondo paese più solido dell’Ue», vuole che l’Italia si sieda alla pari al tavolo con la Germania e la obblighi a consentire alla Bce di stampare più moneta.

L’Irlanda dice sì all’Europa e al Fiscal Compact

Quello della Bce “prestatore di ultima istanza” è sempre stato un pallino dell’ex premier, anche prima di dare le dimissioni. Berlusconi sostenne l’ipotesi che per risolvere le crisi sistemiche di molti paesi europei, la Banca Centrale Europea avrebbe dovuto prestare soldi ai Paesi in crisi stampando più moneta. Ipotesi sempre rifiutata dalla Germania di Angela Merkel, che con l’immissione di più euro nel sistema europeo teme un’impennata dell’inflazione.

«Noi esigiamo di trattare con l’Europa - ha detto Berlusconi rivolgendosi all’assemblea dei parlamentari Pdl - forti della nostra solidità. Non si può, infatti, calcolare il debito pubblico da solo, ma occorre aggiungervi anche il calcolo del debito-risparmio dei privati. In questo modo l’Italia, per solidità, è al secondo posto d’Europa.

Tre alternative: «Se la Bce si rifiuta di stampare moneta, potrebbe farlo la Zecca italiana, potremmo farlo noi. Oppure la Germania esca dall’euro. O potremmo addirittura essere noi a dire “ciao ciao Europa”».

Insomma, l’uscita dalla moneta unica non è più un tabù per il leader del Pdl. «Dobbiamo andare in Europa a dire con forza che la Bce deve iniziare a stampare moneta. Così cambia l’economia. In caso contrario dovremmo dire ‘ciao ciao Europa’ o dire alla Germania o alla Francia di uscire loro dalla crisi se non sono d’accordo», ha ribadito Berlusconi.

Berlusconi è intervenuto con forza anche sul dibattito politico in corso e sul processo di “liquefazione” del Pdl dopo l’uscita di scena dell’ex premier. «Noi non siamo col piattino in mano a chiedere alleanze. Noi offriamo una proposta politica forte. Non declamiamo alleanze moderate. Noi formuliamo un’offerta politica seria e siamo arrivati al punto massimale dell’offerta, dopo quel punto c’è la nostra scomparsa e noi non ci stiamo, noi siamo orgogliosi della nostra storia», avrebbe detto il segretario del Pdl durante il suo intervento all’assemblea.

«Noi siamo monolitici, e come dice il nostro segretario Alfano ‘o si sta uniti, in squadra o ciascuno di noi si perderà in proprio’», ha affermato Berlusconi.

«Bisogna avere la consapevolezza che il Paese così è ingovernabile e lo dimostrano i 56 governi che ci hanno preceduto, durati in media 11 mesi». «Non credo che la sinistra abbia la vittoria in tasca - ha aggiunto Berlusconi - i moderati non devono consegnare alla sinistra il paese. Chi lo facesse si assumerebbe una gravissima responsabilità».
«Sono a disposizione del partito, se mi volete. Non come candidato alla presidenza del Consiglio, non come candidato al Colle, non come centravanti, ma come allenatore», ha aggiunto Berlusconi. «Sono a disposizione del partito non come candidato premier o presidente della Repubblica nè come centravanti nè come contrattacco, ma come allenatore».

L’incontro con i parlamentari è stato aperto dal segretario Angelino Alfano, visibilmente perentorio nel rivolgersi ai parlamentari: «Mi sono state attribuite da parte di parlamentari troppe frasi mai dette. Questi che giocano allo sfascio la smettano». Il segretario non ha usato parole tenere per richiamare all’ordine il partito. Il tono del segretario, viene riferito dai presenti, è stato perentorio.

«Siamo un corpo politico unito. Questa riunione deve diventare un format: questa è la strada per fare squadra, oppure ciascuno di noi si deprimerà e scomparirà in proprio», è stato l’appello di Alfano.

fonte:unita.it

Boom’ 5 Stelle, Genova a sinistra Vince Tosi; Maroni, “vale doppio”

Maggio 7th, 2012

(AGI) - Roma, 7 mag. - Grosse sorprese dalle amministrative: centrosinistra in vantaggio a Genova e Parma, boom del movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo e crisi per il Pdl. E’ quanto emerge dalle proiezioni sul voto alle amministrative. La coalizione che sostiene Vincenzo Bernazzoli e’ in testa nella sfida per conquistare il consiglio comunale di Parma.
Secondo le proiezioni realizzate dall’Istituto Piepoli per la Rai, il Pd ha ottenuto il 39,4% dei voti. Cinque Stelle, che ha candidato Federico Pizzarotti, e’ al 21,4%. L’Udc, che sostiene Elvio Ubaldi, e’ all’14,7%. Il Pdl, che ha candidato Paolo Buzzi, e’ al 5,2%.

A Genova la coalizione che sostiene Marco Doria e’ in testa nella sfida per conquistare il consiglio comunale. Secondo le proiezioni realizzate dall’Istituto Piepoli per la Rai Pd, Sel e Idv hanno ottenuto il 46,5%.
Cinque Stelle, che ha candidato Paolo Putti, e’ al 16,9%. Il Terzo Polo, con Enrico Musso, e’ all’11,4%. Pierluigi Vinai, del Pdl, e’ all’11,5%.

SUCCESSO DI TOSI, AL PRIMO TURNO

Flavio Tosi e’ in testa nelle elezioni a sindaco di Verona. Il candidato della Lega Nord, secondo le proiezioni elaborate dall’Istituto Piepoli per la Rai, ha il 55,5% delle preferenze, contro il 21,8% andato a Michele Bertucco, candidato di Pd, Sel e Idv. Luigi Castelletti, candidato di Pdl, Udc e Fli, e’ all’9,5%, mentre Gianni Benciolini, del movimento Cinque Stelle e’ all’11,2%. A Verona la Lega ha registrato “un successo senza precedenti, in queste condizioni”. Ne e’ convinto Roberto Maroni. “Il successo di Tosi vale doppio”, ha affermato il triumviro del Carroccio in una conferenza stampa nella sede del Carroccio in via Bellerio.

ORLANDO IN TESTA AL 47,3%

Leoluca Orlando e’ in vantaggio nelle elezioni per il sindaco di Palermo. Secondo le proiezioni realizzate dall’Istituto Piepoli per Rai su una copertura del 14%, l’ex sindaco di Palermo ed esponente dell’Idv ha il 47,3% delle preferenze, contro il 17,1% andato a Fabrizio Ferrandelli candidato del Pd e di Sel. Vincenzo Costa, sostenuto da Pdl e Terzo Polo e’ al 13,4%. (AGI)

Moccia sindaco, “porto a Rosello i lucchetti dell’amore”

“Il 50 per cento degli elettori del Pd ha gia’ votato per me questa volta. Significa che gli elettori sono piu’ liberi dei loro dirigenti di partito e non vogliono farsi mettere il collare da loro. Nella foto di Vasto non era previsto un presidente della Regione inquisito per mafia. Da questo punto di vista che la foto di Vasto rimanga integra e’ una vergogna che Vendola e Pd stiano ancora a tenere il cordone a Lombardo”. Lo ha detto il candidato sindaco di Palermo Leoluca Orlando, parlando nel comitato elettorale. La Lega “ha pagato un prezzo per le vicende che hanno avuto risalto sui giornali ma non solo e’ sopravvissuta, ma in alcuni posti ha vinto”. Questo il primo commento di Roberto Maroni sull’esito delle amministrative.

fonte:agi.it

Berlusconi: «I travestimenti? Gare di burlesque»Berlusconi: «I travestimenti? Gare di burlesque»

Aprile 21st, 2012

Ruby non era la nipote di Mubarak, e fu chiaro fin da subito. La sera in cui la ragazza venne fermata dalla Questura, secondo le testimonianze della commissaria Giorgia Iafrate all’udienza del processo di ieri, non ci furono dubbi sul fatto che la ragazza non avesse niente a che fare con il leader egiziano. «Andai a parlare con la giovane e lei stessa mi disse che non era la nipote di Mubarak e che a volte raccontava questa storia. Non ci fu nemmeno bisogno di attivare il canale diplomatico».

La Iafrate, ieri in tribunale a Milano, ha poi riferito di aver ricevuto una chiamata dal capo di gabinetto della Questura, Piero Ostuni, il quale gli parlò della telefonata della presidenza del Consiglio, in cui si diceva che era stata fermata la nipote di Mubarak. «Gli dissi – ha sottolineato la Iafrate – che avrei parlato io stessa con la minore».

Ma anche Ostuni, ieri, ha detto di essersi presto convinto che non si trattasse della nipote di Mubarak. Il capo di gabinetto ha raccontato della telefonata che ricevette la sera del 27 maggio da Silvio Berlusconi. «Mi disse che c’era una ragazza in questura che gli era stata segnalata come la nipote di Mubarak e che sarebbe arrivata la consigliera regionale (della Lombardia, ndr) Nicole Minetti, la quale si sarebbe fatta carico dell’affidamento della minorenne». Fu così che Ostuni disse a Iafrate di accelerare la procedura ai fini del rilascio della ragazza.

Poi il funzionario, rispondendo alle domande dei pm Antonio Sangermano e Ilda Boccassini, ha affermato che quando divenne chiaro che Ruby non c’entrava niente con Mubarak, non ritenne opportuno avvertire nessuno. «Dopo gli accertamenti emerse che non era egiziana e che il padre faceva l’agricoltore. Ma non pensai proprio a ricontattare Berlusconi o la presidenza del Consiglio». Ruby fu così affidata alla Minetti la mattina del 27 maggio, mentre la famiglia della minore in Sicilia fu contattata solo il giorno dopo. «Non c’era altro da fare che affidarla alla Minetti, dato che mancavano i posti disponibili nelle comunità e non si poteva trattenere una minore in questura per la notte». All’arrivo della Minetti, le due si abbracciarono. «Era evidente che si conoscessero bene», ha aggiunto Ostuni. Altra testimonianza, ieri, è stata quella dell’ex questore Vincenzo Indolfi, che ha dichiarato di essere venuto a sapere della vicenda solo la mattina dopo, e che a seguito dell’affidamento alla Minetti per lui la storia si era chiusa «nella correttezza».

A parlare ieri è stato infine l’ex premier Berlusconi, che durante il processo che lo vede imputato per sfruttamento della prostituzione minorile, ha ribadito che a casa sua «si tenevano cene eleganti, e al piano sottostante si facevano solo gare di burlesque, una forma di spettacolo universalmente riconosciuta, in un atmosfera di gioiosità e serenità». L’ex premier ha inoltre precisato durante l’udienza che molti dei vestiti usati per i travestimenti erano «dono di Gheddafi».

E per quanto riguarda Ruby ha precisato: «Mi era stata segnalata come nipote di Mubarak, ma quando ho saputo che era marocchina e non egiziana non ho più voluto saperne». Poi, durante un intervallo, l’ex premier ha affermato che ancora oggi mantiene le ragazze «che si sono viste rovinare la vita dalla Procura, hanno perso il lavoro, il fidanzato e forse non lo troveranno più, e in alcuni casi i genitori hanno chiuso i loro esercizi commerciali. E hanno avuto come unico torto quello di accettare un invito a cena da me». E poi rincara la dose: «Il vero scandalo sono i soldi spesi dallo Stato per un processo inutile».

fonte:ilsole24ore.com