Titolo: Berlusconi dà di “imbecille” ad un giornalista americano. Ma l’Italia chiede scusa ad Obama
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Il premier sembra che non si accorga nemmeno del vespaio di polemiche suscitato dalle sue affermazioni di pura “carineria” in merito al colore della pelle del neo-eletto presidente degli Stati Uniti. Berlusconi resta anzi allibito per le reazioni internazionali a quel “abbronzato” pronunciato ieri a fianco del primo ministro russo Medvedev. Ma se gli “imbecilli” che non capiscono il suo humour, se coloro che meriterebbero una laurea in “coglioni” cominciano ad aumentare di numero e lo sbigottimento per il cattivo gusto del premier italiano assume un dimensione mondiale, ecco che una battutaccia da osteria può trasformarsi in un pessima figura per l’Italia intera.
“Mi hanno detto che stanno agitando il caso di una telefonata di Barack Obama: è una cosa ridicola” ha detto in giornata il Cavaliere. “Qualcuno mi ha definito come l’americano con la K, il miglior amico degli Usa, e adesso mi imputano di non aver telefonato ad Obama. Che si decidano…”. Così Berlusconi ha risposto oggi ai giornalisti che gli chiedevano se era stato chiamato dal neopresidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che avrebbe telefonato a tutti i Capi di Stato e di Governo europei, tranne che a lui.
E ancora: quella su Obama “è stata una battuta di carineria, assolutamente spiritosa. Potevo dire anche che era alto, ma non l’ho detto perché sia Vladimir Putin che Medvedev non sono altissimi…(ed ecco un’altra gaffe ndr.) sono alti come me. Se no avrei detto, è giovane, è alto, è bello ed è anche abbronzato”.
Come in una piacevole serata tra amici dopo qualche bicchiere di troppo, il premier ha poi aggiunto, di fronte ad un esercito di giornalisti che lo intervistava durante la conferenza stampa al termine del vertice Ue a Bruxelles: “Ma io non lo so… non avete nelle orecchie ‘Abbronzatissima’, la nostra canzone? Facciamo di tutto per essere belli e abbronzati. Lui è anche bello e abbronzato, ma cosa volete di più”.
Rispondendo alle critiche interne al nostro Paese, quelle lanciate ieri dal Pd sulla battuta riferita ad Obama, il presidente del Consiglio ha poi affermato che queste sono la dimostrazione che l’opposizione “non ha niente da fare” e ancora: “Si rassegnino, ci lascino governare, non siamo continuamente in campagna elettorale”.
Ma il vero apice viene toccato da Berlusconi soltanto qualche minuto più tardi quando un giornalista statunitense della testata ‘Bloomberg’ gli chiedeva se non ritenesse opportuno chiedere scusa a Washington per le parole sul neoeletto presidente.
“Vedo che anche tu ti sei messo nella lista di quelli che ho definito ieri (imbecilli ndr.)” ha risposto il premier.
E al giornalista che continuava a sollecitarlo sulla gravità della faccenda, Berlusconi non ha esitato a dire: “Ma per favore… chiedi scusa tu all’Italia. Non c’è più il senso del ridicolo”. Su questo nessuno ha più dubbi. Soprattutto le migliaia di italiani che in giornata hanno inviato al sito web del ‘The New York Times’ una pioggia di scuse rivolte a Barack Obama.
fonte:dazebao.org






