Città del Messico - L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) mantiene al momento il livello 4 di allerta per il rischio di pandemia: lo ha annunciato il vicedirettore generale dell’Oms, Keiji Fukuda, sottolineando come “la situazione epidemiologica” della febbre suina sia in costante fase di evoluzione. Attualmente “la situazione rimane molto seria: una pandemia non è affatto inevitabile ma la possibilità viene considerata seriamente”, ha spiegato Fukuda in conferenza stampa, precisando come rimanga “fondamentale identificare i turisti contagiati, perché ciò ci aiutererebbe a seguire il virus nel mondo e a stabilire come si propaga”.
Cresce la mappa dei contagi Continua ad allargarsi la mappa dei contagi per il virus dell’influenza da suini, all’indomani dell’innalzamento del livello di allerta da 3 a 4 deciso dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Nuovi casi sono stati confermati in Europa, Medio Oriente e Oceania e segnalazioni di possibili contagi arrivano anche dall’Asia. E l’Oms lancia l’allarme: “Alle frontieri i controlli non funzionano”.
La corsa al vaccino Quattro laboratori farmaceutici sono giunti a “differenti stadi” di lavoro su un ceppo virale che potrebbe servire come precursore di un vaccino contro l’epidemia di febbre suina in corso: lo hanno reso noto fonti dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms). Il passaggio alla fase cinque implicherebbe che il rischio pandemia sia non solo imminente, ma anche inevitabile; l’attuale fase quattro certifica la trasmissione umana diretta in almeno un Paese e segnala un aumento del rischio di un’epidemia globale, ma non indica che una pandemia sia inevitabile. La fase sei - massima allerta - è invece caratterizzata da trasmissione diffusa e prolungata del nuovo sottotipo di virus influenzale, in questo caso ormai classificato come pandemico. A preoccupare l’Oms sono soprattutto le modalità di trasmissione e la possibile diversificazione del virus, un ceppo mutante dell’A/H1N1 con componenti suine, aviarie e umane - ormai impropriamente definito come della febbre suina, dato che la trasmissione avviene direttamente fra esseri umani - visto che gli unici decessi si sono registrati in Messico mentre in tutti gli altri casi (pur avendo contratto la malattia negli stessi luoghi) la virulenza è stata assai minore.
Si estende l’allarme La Spagna ha annunciato il suo secondo contagio accertato da influenza suina. Mentre il primo paziente, ricoverato in un reparto in isolamento all’ospedale di Almansa Albacete si sta riprendendo, il governo di Madrid ha reso noto che un altro giovane che faceva parte della stessa comitiva in Messico si è ammalato ed è stato ricoverato in un ospedale di Valencia. Ma ormai i contagi non si contano più: mentre Israele e la Nuova Zelanda hanno confermato i primi casi, si allunga la lista dei Paesi con il fiato sospeso in attesa del responso dei test (primo tra tutti la Cina dove le autorità indagano su alcuni casi dubbi).
Berlusconi tranquillo “Non c’è nessun pericolo”. Silvio Berlusconi torna a parlare dell’influenza suina spiegando che la situazione “è sotto controllo” anche se adesso l’Ue “deve trovare un antidoto che ancora non c’è”. Per monitorare la situazione della febbre suina “l’Italia ha già costituito una unità di crisi affidata al sottosegretario Fazio” e ha attivato “linee telefoniche per raccogliere eventuali segnalazioni: a oggi, a pochi minuti fa, nessuna segnalazione era ancora pervenuta”.
Caso sospetto a Vicenza: tutto sotto controllo Un paziente di 45 anni è ricoverato sotto osservazione nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Vicenza, proveniente dal pronto Soccorso dell’Ospedale di Bassano del Grappa. Il ricovero, viene detto in una nota dell’Ulss 6 di Vicenza, è stato disposto “per motivi precauzionali, prevalentemente diagnostici e in base alla presenza nel paziente di modesta sintomatologia a carico delle vie respiratorie, insorta al rientro da un recente soggiorno in aree dove attualmente sono stati segnalati casi di influenza umana da virus dell’influenza suina”. “Alle 16 di oggi sono 11 i casi sospetti di influenza suina riscontrati in Italia - ha avvertito il ministro Sacconi - i test effettuati hanno escluso però che si tratti di virus AH1N1″.
Il bilancio in Messico lievita a 152 morti E’ salito intanto a quota 152 il numero di morti da influenza da suini in Messico. A riferirlo è stato il ministro della Sanità José Angel Cordova, spiegando che al momento le persone ricoverate sono 1.650 con sintomi del virus A/H1N1. “Siamo nel momento più critico - ha aggiunto il ministro -, la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi giorni”. I casi di morte si sono registrati in 10 Stati del Messico, il governo centrale ha deciso di chiudere le scuole fino al sei maggio, a cominciare dagli asili nido. Al momento gli univi casi di decessi ascrivibili all’influenza dei suini, sono sette, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Oltre 40 casi negli Stati Uniti Quella degli Stati Uniti resta l’area più colpita, dopo il Messico, dall’epidemia influenzale. Gli esami di laboratorio hanno confermato 40 casi in cinque diversi stati (almeno 28 a New York, 11 in California, 2 in Texas, 2 in Kansas e 1 in Ohio). Il sindaco di New York, Michael Bloomberg ha detto che nella scuola del quartiere Queens, dove sono stati riscontrati i casi di influenza, potrebbero essere 100 gli studenti colpiti dalla sindrome influenzale. “Abbiamo un unico focolaio di influenza in città ed è in quella scuola”, ha detto il sindaco aggiungendo che tutti gli studenti colpiti hanno sintomi leggeri e, quel che è importante, nessuno mostra segni di peggioramento”. In totale sono 6 i casi confermati in Canada. In giornata il Cdc di Atlanta ha annunciato un ammonimento ai cittadini americani a non recarsi in Messico, “se non per motivi di forza maggiore”. Preoccupazione, prudenza, ma non panico: il presidente Barack Obama, che come ha ribadito la Casa Bianca non corre rischi di contagio, ha cercato di calmare l’America. L’influenza ” è ovviamente causa di preoccupazione - ha spiegato - che richiede un aumentato stato di allerta, ma non è motivo di allarme”.
fonte: ilgiornale.it