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Archivio del mese di Giugno, 2009

30 Giugno, 2009: 22:37 - Autore: infoCategoria: Varie

BARI - Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha chiesto e ottenuto da tutti gli assessori regionali di rimettere il mandato nelle sue mani. Lo ha annunciato poco fa lo stesso Vendola ai giornalisti. Vendola ha motivato la decisione affermando che «è legata a fatti politici nuovi» (riferendosi ai risultati elettorali) e «fatti indirettamente politici» (la necessità di una questione morale che deriva dalle inchieste in corso). «La sovrapposizione dei due fatti - ha commentato - è sotto gli occhi di tutti». «Ho il potere in questo momento di riformulare la giunta, con nuovi contenuti e perimetri, con nuove alleanze. Sono molto interessato a discutere con Casini, con Di Pietro», ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dopo aver comunicato che tutti gli assessori hanno rimesso il loro mandato nelle sue mani. «Tutto questo - ha detto Vendola - è un atto contrario all’azzeramento, è un atto di straordinaria generosità. È un voler ricominciare e rilanciare la coalizione, rafforzarla». Dialogherà anche con Adriana Poli Bortone che ha fondato il movimento Io Sud?, è stato chiesto a Vendola. «Questo non ve lo dico», ha risposto.

LA VICENDA - La richiesta di Vendola giunge in seguito a un’inchiesta della procura di Bari - coordinata dal pm Desirée Digeronimo - in cui si ipotizza un intreccio tra politica e affari nella fornitura di prodotti e servizi sanitari. La procura di Bari ha convocato come testimone lo stesso Vendola, che sarà ascoltato il 6 luglio, secondo quanto riferiscono fonti vicine alla vicenda.

LA ASL DI BARI - Intanto il direttore generale della Asl Bari, Lea Cosentino, è stata sospesa in via cautelare dalla giunta regionale pugliese dall’incarico: «Ho preso atto della volontà della giunta regionale di adottare un provvedimento di sospensione cautelativa delle mie funzioni che dovrebbe essere a mio avviso però prodromico di altro provvedimento. Ovviamente con i miei legali, con il mio collegio difensivo, adotterò tutte le misure che possano in qualche maniera tutelare la mia posizione sia a livello amministrativo sia a livello penale».

PDL, VENDOLA SI DIMETTA - «Le dichiarazioni con cui Vendola giustifica l’azzeramento della giunta regionale pugliese sono politicamente gravissime. Dice che le inchieste della magistratura a carico della sua giunta nascono anche dalle inchieste amministrative interne che lui stesso ha avviato». Lo rilevano il coordinatore e il vicecoordinatore pugliesi del Pdl, Francesco Amoruso e Antonio Distaso. «Vuol dire per caso - si chiedono in una dichiarazione congiunta - che ha scoperto di aver governato per oltre quattro anni nel malaffare? Che ha chiesto il sigillo della magistratura per azzerare la giunta? E così facendo pensa forse di essere assolto non solo politicamente da tutte le sue responsabilità di presidente? In passato per molto meno altri presidenti di Regione hanno avuto sorti e trattamenti giudiziari ben diversi quando non erano neanche più presidenti, cosa induce Vendola a pensare di potersi dissociare dall’operato del suo governo?». «Delle due l’una: se ci sono fatti connessi ad una questione morale dell’intera sinistra regionale che lui sa più e meglio di altri come spesso gli accade - concludono - dovrebbe dimettersi anche lui. Se invece Vendola coglie al balzo la palla delle inchieste giudiziarie come pretesto per allargare la maggioranza e la giunta, prima che altri lo facciano a sue spese, dovrebbe dimettersi lo stesso e chiedere il consenso degli elettori, consentendo alla Puglia di tornare a votare e a scegliere».

fonte:corriere.it

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: 19:22 - Autore: infoCategoria: Varie

ROMA - Silvio Berlusconi arriva nel pomeriggio a Viareggio, la città colpita dal disastro. Accolto dalla contestazione di un gruppo di persone, con fischi e urla di “buffone”. Una protesta che coinvolge alcune centinaia di persone; ci sono anche momenti di tensione con la gente che invece lo sostiene.

La protesta contro il premier. “Sono stato al telefono finora con Bertolaso - aveva detto Berlusconi in mattinata, da Napoli - abbiamo già provveduto a trasferire i feriti più gravi negli ospedali e poi subito andrò a Viareggio a prendere in mano la situazione”. Ma al suo arrivo le cose si fanno difficili. Un gruppo di cittadini presenti nella zona dell’incidente, in largo Risorgimento, non gradisce la sua presenza e gli grida a lunfo “vergogna”, “vai a casa” e frasi simili. Dopo momenti di tensione tra contestatori e sostenitori, il presidente del Consiglio riceve anche degli applausi, e si dirige poi al Municipio. La visita dura circa 15 minuti. La gente, fuori, continua a protestare. “Nel prossimo Consiglio dei ministri dichiareremo lo stato d’emergenza”, annuncia il capo del governo. Poi esce dal retro. Mentre il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli esce sul davanti, e viene anche lui investito da urla e fischi dalla gente. Che nel frattempo è aumentata-

Maroni elogia i soccorsi. Il ministro dell’Interno, anche lui presente sul luogo del disastro, sottolinea l’opera “dei soccorritori, e la collaborazione tra vigili del fuoco e volontari. I lavori continueranno finché non sarà completata la messa in sicurezza: credo che in giornata si comincerà il travaso del gpl”. Il capo del Viminale aggiunge che “la zona è completamente in sicurezza, e costantemente controllata per evitare conseguenze”. Domani, comunque, il governo riferirà alla Camera.

Il cordoglio di Napolitano. Il presidente della Repubblica in una telefonata al sindaco di Viareggio Luca Lunardini esprime i suoi sentimenti di partecipazione al dolore delle tante famiglie colpite e di vicinanza all’intera cittadinanza.

Il cordoglio del Papa. “Appresa la notizia - recita una nota del Vaticano - il sommo pontefice esprime profonda partecipazione al dolore che colpisce l’intera città e mentre assicura fervide preghiere di suffragio per quanti sono tragicamente morti invoca dal signore la pronta guarigione per i feriti”. Il cardinale Angelo Bagnasco, numero uno dei vescovi italiani, interviene sulla vicenda: “La Chiesa è vicina, i vescovi e le comunità cristiane assicurano la preghiera per i morti i feriti e le loro famiglie. Auspico che simili episodi nn si ripetano, ma in questo momento occorre stringersi gli uni gli altri”.

L’iniziativa dell’Idv. Dall’opposizione, arriva la richiesta di un approfondimento sulle cause di un incidente così devastante. Il capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera, Massimo Donadi, annuncia: “Chiederemo l’immediata convocazione dei vertici delle ferrovie, per un’audizione in commissione Trasporti alla Camera. Su questo disastro dovrà essere fatta piena luce”.

Le altre reazioni. Per il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl), “ora bisogna evitare inutili polemiche in attesa di accertare cause e responsabilità. E’ necessario fare ogni possibile sforzo per migliorare la sicurezza dei cittadini e l’efficienza del servizio ferroviario sulla strada intrapresa in questi anni”. Un altro vicepresidente della Camera, la democratica Rosy Bindi, dichiara che ‘’è ssolutamente doveroso dare il massimo sostegno alle persone coinvolte nella tragedia. Ma occorre anche individuare con rapidità le cause e accertare le responsabilità dirette e indirette'’.

L’Unione europea. Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, esprime “profonda tristezza”.
fonte:repubblica.it

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: 12:10 - Autore: infoCategoria: Varie

Vado là per riprendere in mano le cose”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponde ai giornalisti a Napoli in merito al disastro avvenuto nella notte a Viarreggio. Il premier, commentando poi i fischi e gli urli lanciati dai disoccupati fuori il teatro San Carlo a margine dell’assemblea degli industriali di Napoli, ha poi aggiunto: “Li sentite questi fischi? Sono gli organizzati della sinistra”.

 

fonte:ilcittadinomb.it

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