Titolo: Caso D’Addario, Rutelli: basta guardare dal buco della serratura di Silvio
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Il leader di Alleanza per l’Italia: “E’ stato un boomerang pensare di sconfiggere Berlusconi con gli scandali sessuali”. Intanto, Vendola punge il Cavaliere: ” Ha inciampato in un’epoca di ninfe e di meretrici. Siamo all’impudicizia e all’indecenza”
Napoli, 30 gennaio 2010 - «La scorciatoia con cui si è pensato di sconfiggere Berlusconi o coi processi o per gli scandali sessuali in realtà è un boomerang». Lo dichiara Francesco Rutelli, intervenendo alla assemblea nazionale di Alleanza per l’Italia a Napoli. «Non guardiamo dal buco della serratura della camera da letto, c’è talmente tanto da guardare nella Camera dei deputati!», ha sottolineato Rutelli, citando il caso del cumulo di cariche del sottosegretario all’economia il leghista Daniele Molgora che è anche presidente della provincia di Brescia e parlamentare. «Dobbiamo andare all’attacco delle contraddizioni della Lega», ha esortato Rutelli. «Sarà probabilmente la Lega la vincitrice delle prossime elezioni, e questo porterà a forti sommovimenti politici». «Non ho alcun rancore verso il Partito Democratico, auguro il meglio al PD, ma almeno non toglietemi il sollievo di non farne più parte»: in un passaggio del suo intervento alla Assemblea nazionale di Alleanza per l’Italia, Francesco Rutelli si rivolge al suo ex-partito. «Il PD si annunciava come una speranza, poi, dopo un periodo di confuso eclettismo, si è vinto un congresso, annunciando la fine della ricreazione. A quanto pare la ricreazione, però, continua».
«Confermiamo la nostra prospettiva strategica del rapporto coll’UDC»: lo dichiara Francesco Rutelli nel suo intervento alla Assemblea nazionale di Alleanza per l’Italia. «Non dobbiamo fare polemica verso l’evidente difficoltà dell’UDC di dare coerenza alle scelte nelle elezioni regionali», ha sottolineato Rutelli. «Ma è uno stato di necessità. Noi dobbiamo attrezzarci e radicarci nel territorio, dobbiamo essere sia capaci che volenterosi. All’UDC campano rivolgiamo un appello a non andare a destra, ma a lavorare a quella discontinuità di cui ha parlato ieri qui da noi il sindaco di Salerno Enzo De Luca».
«All’orizzonte c’è l’ambizione di formare il primo partito italiano, oggi noi siamo l’embrione di un nuovo polo in questa crisi profonda del bipolarismo»: lo dichiara Francesco Rutelli, intervenendo alla assemblea nazionale di Alleanza per l’Italia a Napoli. «Non siamo un partito in più, nè una formazione pendolare tra sinistra e destra. Abbiamo una gigantesca potenzialità» ha concluso il presidente di Api, sottolineando la grande partecipazione all’appuntamento partenopeo: «Oltre mille persone tra amministratori, esponenti della società civile e dell’impresa, a dimostrare che ci siamo e cresciamo ogni giorno»
VENDOLA: SILVIO HA INCIAMPATO NELLE MERETRICI
Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia e leader di Sel, torna sul caso D’Addario nel corso del suo intervento alla presentazione del libro-intervista a Luigi De Magistris ‘Giustizia e Potere’ al teatro Piccolo Eliseo di Roma.
A Bari il presidente del Consiglio “e’ clamorosamente inciampato in una singolare epopea di ninfe, cantastorie e, con una parola d’altri tempi, meretrici”.
Il leader di ‘Sinistra, ecologia e liberta’’ non lesina fendenti all’indirizzo del premier. In particolare sull’affaire D’Addario: “Siamo all’impudicizia, all’indecenza”, dice Vendola osservando come “ora Berlusconi sospetti, attraverso le sue ammiraglie Panorama-Minzolini, che sia stato un complotto ad animare il racconto di D’Addario. A me- aggiunge- non interessano i comportamenti privati, quello che mi preoccupa e’ che un presidente del Consiglio possa accogliere nelle sue residenze un’umanita’ fatta di trafficanti di protesi, spacciatori, prostitute”. L’inchiesta nei confronti della escort barese e’ dunque per Vendola “nient’altro che una delle tante balle spaziali, messe in giro dalla destra”.
Il presidente della Puglia precisa pero’ di non odiare Berlusconi. “L’odio mi toglierebbe lucidita’ per sconfiggerlo”, dice. In fondo, spiega, Berlusconi va compreso “sul piano antropologico. Lui non coltiva il mito dell’immortalita’, ma quello dell’eterna giovinezza, che e’ un mito tragico. Anzi e’ socialmente drammatico, votato all’imperativo ‘e’ bello cio’ che e’ giovane, l’invecchiamento e’ brutto’. Come se le rughe e i capelli bianchi non possano essere belli. Come se non sia bello semplicemente l’essere umani. E’ al di la’ della psicopatologia”, conclude.
fonte:ilsole24ore.com






