Per i prossimi dieci giorni Trani diventerà l’ombelico del mondo. Un po’ come lo è stata Potenza quando il pm Henry John Woodcock indagava, intercettava, arrestava mezzo mondo (da Vittorio Emanuele di Savoia a Fabrizio Corona), salvo poi spogliarsi della competenza e trasmettere gli atti alle altre procure.
Dieci giorni. A partire da oggi, quando sulla scrivania del procuratore Carlo Maria Capristo arriverà il fax spedito da Roma dall’avvocato Marcello Melandri, difensore del commissario Agcom Giancarlo Innocenzi, con il quale - «ex articolo 54 quater del Codice di procedura penale» - si chiederà il trasferimento dell’inchiesta alla Procura di Roma, per competenza territoriale. E la Procura di Trani avrà appunto dieci giorni per decidere, dovendo entro questa data motivare l’eventuale rigetto.
E, dunque, in questi periodo la Procura dovrà riempire il «fascicolo» - che vede, per il momento, indagati per concussione il premier, Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi - di riscontri e testimonianze. Perché dentro il fascicolo, per il momento, ci sarebbero soltanto le intercettazioni dello scandalo.
Si può ipotizzare, quindi, che da oggi partiranno attività d’indagine finalizzate alla raccolta di documentazione, come l’acquisizione di atti presso l’Agcom o la stessa Rai. Michele Santoro, che sarà sentito domani, ha già annunciato che porterà con sé documentazione che intende depositare.
E nei prossimi giorni potrebbero essere sentiti come persone informate dei fatti anche il conduttore di “Ballarò″ Giovanni Floris, di “Parla con me”, Serena Dandini, e lo stesso direttore generale della Rai, Mauro Masi.
L’avvocato Melandri solleva una questione di metodo e di merito: «Qualunque cosa abbiano in mano è illegittima. Penso alle intercettazioni telefoniche, per esempio. Ho letto che risalirebbero ad ottobre ma il mio assistito Innocenzi è stato sentito a dicembre come persona informata dei fatti per una vicenda diversa (la questione American Express, ndr). Certo poi, alla fine della sua deposizione, gli sono state fatte delle domande che, alla luce della fuga di notizie di questi giorni, hanno a che fare con quest’altra inchiesta. E, dunque, quando è stato indagato Innocenzi? Dopo la sua deposizione di dicembre. E quelle intercettazioni di ottobre?».
A Giancarlo Innocenzi, il pm Michele Ruggiero avrebbe chiesto se nella sua attività di commissario Agcom avesse mai subito delle pressioni. Innocenzi avrebbe negato. «Un conto è dire che le trasmissioni vanno soppresse - sostiene l’avvocato Meandri - un altro, che quei programmi devono rispettare le regole».
La competenza territoriale, il reato contestato, l’inchiesta. Come si sa, il pm Michele Ruggiero stava indagando su presunti tassi usurai applicati dall’American Express sui rimborsi rateali delle spese effettuate con le revolving card. La denuncia fu presentata due anni fa alla Procura di Trani. Nell’ambito di questa inchiesta sono entrati in scena Berlusconi, Innocenzi e Minzolini. Ma i reati contestati dove sono stati consumati? A Trani? A Roma?
Solo come ragionamento teorico, perché l’inchiesta rimanga a Trani il reato da contestare deve essere un reato prevalente, più grave della concussione ipotizzata nei confronti di Berlusconi, Innocenzi e Minzolini. E francamente, non conoscendo gli atti, è un esercizio impossibile. In ogni caso, è evidente che il presidente del Consiglio avrebbe commesso il reato nella sua funzione di governo e dunque gli atti dovrebbero in ogni caso finire al Tribunale dei Ministri, a Roma. E l’arrivo degli ispettori del ministro di Giustizia Angelino Alfano rischia di essere soltanto una pressione perché il fascicolo parta subito per altri lidi.
fonte:lastampa.it