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Archivio del giorno 1 Marzo, 2010

1 Marzo, 2010: 22:33 - Autore: infoCategoria: Varie

ROMA - La doccia fredda del no del tribunale di Milano al legittimo impedimento invocato da Silvio Berlusconi per l’udienza di oggi del processo Mediaset era da poco arrivata. Ma il premier, in Consiglio dei ministri, ha preferito non manifestare tutto il suo disappunto. Troppo vicini i rilievi del Quirinale sul possibile conflitto tra istituzioni, dopo l’accusa lanciata venerdì da Torino dal Cavaliere ai magistrati “talebani”.

Così è toccato al Guardasigilli Angelino Alfano lamentarsi con i colleghi per il rifiuto dei giudici di Milano di considerare come legittimo impedimento per il premier la seduta odierna del Cdm. Berlusconi, in un gioco delle partii probabilmente concordato con il suo ministro della Giustizia, si é limitato a dire “hai perfettamente ragione” al termine della lunga recriminazione di Alfano nei confronti dei giudici di Milano. Ma poi, con le diverse persone che oggi lo hanno sentito, Berlusconi non si sarebbe trattenuto.

Quella di oggi è l’ennesima dimostrazione, avrebbe ragionato, che c’é una guerra nei miei confronti, i giudici devono trovare sempre un modo per attaccarmi e lo fanno ormai da anni. Come è possibile non considerare il Consiglio dei ministri causa di legittimo impedimento? Si sarebbe chiesto il Cavaliere lasciando che, per tutto il resto della giornata, a parlare fossero gli uomini a lui più vicini. Così Piero Testoni parlava di “una insensibilità che sconfina nell’arroganza da parte dei giudici, il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto di “permanente uso politico della Giustizia”, il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, di “caso di ordinaria faziosità, persecuzione e pregiudizio verso Berlusconi”. Mentre Sandro Bondi si chiedeva se “dopo che i giudici di Milano pretendono di decidere se e come il Cdm debba riunirsi siamo ancora in democrazia”.(ANSA).

fonte:ansa.it

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: 22:32 - Autore: infoCategoria: Varie

AGI) - Roma, 1 mar. - “E’ sempre la stessa storia, va avanti dal ‘94″. A Silvio Berlusconi la decisione del Tribunale di Milano di non riconoscere la riunione del Consiglio dei ministri come legittimo impedimento non e’ andata giu’. E in Consiglio dei ministri e’ tornato a spiegare che e’ “da quando sono sceso in politica che cercano di attaccarmi. L’obiettivo e’ chiaro da allora e tentano ancora di perseguirlo. E’ sempre - ha osservato ancora Berlusconi - lo stesso atteggiamento, e’ dal ‘94 che sono sotto processo e sono sempre uscito pulito…”. Il premier nel suo ragionamento e’ partito dall’episodio dell’avviso di garanzia a Napoli per poi arrivare alla situazione attuale. Il Cavaliere ha parlato di aggressioni mirate, un’attivita’ tesa “ad attaccarmi personalmente”.
  Il presidente del Consiglio, raccontano alcuni partecipanti alla riunione del governo, e’ tornato poi anche sulla ‘querelle’ sorta sull’operato del governo in Abruzzo. “Cercano di trasformare un miracolo in qualcosa di assolutamente negativo. E’ una cosa che non dobbiamo assolutamente permettere”. Berlusconi ha spiegato anche perche’ non e’ possibile rimuovere le macerie dal centro di L’Aquila: “Sarebbe competenza del Comune, il governo non puo’ intervenire su questo”, ha osservato.
  Nel Consiglio dei ministri c’e’ stata un’accurata relazione del Guardasigilli, Angelino Alfano, sul ddl anti-corruzione. Il premier ha avuto modo anche di scherzare: “Vedo - ha spiegato - che alcune agenzie di stampa dicono che abbiamo approvato gia’ il provvedimento… Ma se stiamo ancora discutendo… Vi prego - ha sorriso il Cavaliere - di far lavorare meglio i vostri uffici stampa…”. Al termine del Cdm si e’ tenuta una riunione anche sul caso dell’esclusione della lista Pdl Lazio. Una leggina ad hoc? “Non serve”, ha sostenuto il premier secondo quanto viene riferito.

fonte:agi.it

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: 22:23 - Autore: infoCategoria: Varie

Lo scompiglio delle liste dopo il Lazio arriva in Lombardia. E investe proprio quella del governatore, Roberto Formigoni, presidente da 10 anni e in corsa per i prossimi 5. La Corte d’Appello di Milano ha accolto un’istanza dei radicali e ha deliberato la non ammissione della Lista per La Lombardia, di cui Formigoni è capolista, per invalidità di 514 firme. Tempo 24 ore per il ricorso

“Faccio una scommessa: vincerò io le elezioni e le opposizioni dovranno ingoiare tutti gli insulti che hanno fatto”, è stata la prima reazione di Formigoni, tranquillo e sicuro, che ha convocato una conferenza stampa al Pirellone ufficialmente per parlare della situazione del Lambro. Il governatore non ha dubbi: sarà fatta chiarezza e parteciperà alla competizione del 28 e 29 marzo. Quasi contemporaneamente, dall’altra parte della città, prendeva la parola anche il suo avversario, il candidato del centrosinistra, Filippo Penati. “I giudici approfondiranno e noi vigileremo perché le regole valgano per tutti e non ci siano pressioni indebite, se hanno i diritti per partecipare,benissimo, ma senza cambiare le regole, la legge è uguale per tutti”. Alle 14,40 circa l’Ufficio Centrale della Corte d’Appello emette il suo verdetto sull’istanza presentata alle 8,30 di stamattina dalla Lista Bonino-Pannella. I radicali sospettano irregolarità nelle firme per sottoscrivere la Lista per la Lombardia, di cui è capolista Formigoni, e su quella di Penati. Anche su quest’ultima vengono trovate irregolarità (173 firme), ma le firme sono ugualmente sufficienti. La Corte di Appello boccia invece la lista di Formigoni. Le irregolarità sono mancanza del timbro tondo sui moduli (126 firme), mancanza data autenticità (121), mancanza luogo autenticità (229), mancanza qualifica autenticante (28). In tutto 514 sottoscrizioni non valide su un totale delle 3935 presentate. Il numero di sottoscrittori è passato quindi a 3421, inferiore al minimo di legge che è 3500. Scoppiano le polemiche, il mondo politico si agita. Vengono convocate conferenze stampa. La non ammissione della lista ‘Per la Lombardià di Roberto Formigoni, inoltre, “fa cadere” anche le liste provinciali di tutta la regione collegate alla lista del candidato presidente, il cosiddetto ‘listinò, come spiega l’Ufficio centrale regionale della Corte d’Appello. “Ribadisco che non ci sono problemi perché tutte le liste che abbiamo presentato sono valide” ribadisce Formigoni che mostra una serie di sentenze del consiglio di Stato, secondo il quale non sarebbero necessari ‘i timbri e gli orpelli a cui qualche opposizione ha fatto ricorso”. Intanto si muovono i tecnici e gli esperti.

fonte:ilsole24ore.com

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