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Archivio del giorno 3 Marzo, 2010

3 Marzo, 2010: 20:32 - Autore: infoCategoria: Varie

Si preparano i ricorsi al Tar, ma intanto vacilla la campagna elettorale del Pdl a Roma e in Lombardia: sono stati bocciati i ricorsi alle Corti d’Appello di Milano e di Roma, e sono a rischio i candidati Polverini e Formigoni. La Corte di Appello di Roma ha respinto i ricorsi contro l’esclusione della lista della provincia. In sostanza il Partito delle Libertà al momento attuale non può presentare la sua lista nella capitale. Poco prima prima era giunta la decisione della Corte di appello di Milano che ha confermato l’esclusione della lista per la Lombardia di Roberto Formigoni. Ovvero la candidatura di Formigoni e di tutta la lista del Pdl in Lombardia sono, al momento, nulle. Il Pdl ricorrerà al Tar, secondo Massimo Corsaro, vice coordinatore regionale del Pdl in Lombardia. In ultima istanza, è possibile anche il ricorso al Consiglio di Stato. E di Tar parla anche Renata Polverini che promette battaglia: “Io - dice durante una maratona oratoria a Roma - sto benissimo e qui nessuno ha intenzione di mollare. In questa regione si aspettano un cambiamento e noi siamo l’unico possibile”. A Milano, la Corte di appello ha confermato “la impossibilità di considerare valide le 514 sottoscrizioni della cui autenticazione si discute”. I giudici hanno anche sottolineato che se anche fossero state riammesse le 136 firme prive dei timbri tondi dei consiglieri comunali, “non si perverrebbe comunque a conclusioni utili per la riammissione della lista, data l’insufficienza del numero delle sottoscrizioni” con 250 firme in meno rispetto alle 3500 necessarie per presentare la lista. Nel Lazio, si sa invece che la Lista Civica per Renata Polverini sarà in corsa in tutte le cinque province della regione. Entro venerdì mattina alle 9, infine, la corte d’Appello dovrà pronunciarsi sulla lista regionale “per il Lazio presidente Renata Polverini”, il cosiddetto “listino Polverini”. Quella è la lista con la quale l’ex segretaria generale dell’Ugl viene candidata a governatore. La candidatura Polverini, perciò, salterebbe se dovesse essere confermata l’esclusione del listino.
fonte:notizie.virgilio.it

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: 12:51 - Autore: infoCategoria: Varie

ROMA - Una provocazione. In piena campagna elettorale, “proprio mentre il Pdl è sotto attacco”. Il premier Berlusconi prende malissimo anche l’ennesimo affondo del cofondatore Gianfranco Fini sulla gestione del Pdl. Un logorio quasi quotidiano al quale però il Cavaliere ha deciso che si sottrarrà, e in fretta, già all’indomani delle regionali, raccontano i dirigenti che lo hanno sentito nel pomeriggio.

Il redde rationem scatta alla chiusura delle urne, vada come vada, il 29 marzo. “Se continua così, dopo il voto faccio un nuovo partito. È venuto il momento di contarci, voglio proprio vedere su quanti parlamentari può fare affidamento, stavolta, l’amico Gianfranco, quanti siano davvero i finiani” è sbottato il presidente del Consiglio. Una pugnalata alle spalle, quest’ultimo “così com’è il Pdl non mi piace”, spedito dalla Sardegna proprio nelle stesse ore in cui lui stava ricevendo a Palazzo Grazioli la “finiana” Renata Polverini. Alla candidata governatrice alle prese con l’imprevista corsa a ostacoli non ha lesinato promesse di sostegno: “Vai avanti serena, vedrai che tutto andrà per il meglio, ti darò una mano io”. Al responsabile elettorale Pdl, Ignazio Abrignani, ha chiesto invece una dettagliata relazione scritta sull’”incidente” del Lazio. Con tanto di nomi dei responsabili. Ancora Berlusconi non si capacita dello scivolone che anche ieri ha dato il destro all’amico-avversario (nelle regioni del Nord) Umberto Bossi, di sbeffegiare il Pdl a modo suo. Sono altri voti che traballano dalla Lombardia al Veneto.

Sullo sfondo restano i sospetti. Anche alla Polverini, Berlusconi non ha nascosto le sue preoccupazioni sulla manovra a tenaglia che, a suo dire, da giorni sta stringendo partito e governo. Nell’edizione di ieri del “Mattinale” - documento che detta la linea del capo e che ogni giorno Palazzo Chigi recapita ai dirigenti Pdl su input dello staff comunicazione di Bonaiuti - la tesi viene argomentata al capitolo “Tranquilli, il popolo è con noi”: “A Roma, esclusa la lista Pdl, a Milano quella del governatore Formigoni, sempre a Milano il Tribunale rifiuta il legittimo impedimento e tre giorni fa è stato rifiutato alla difesa di Berlusconi il rinvio del processo Mills. Un unico filo conduttore: la politica in questo momento è in mano ad aule di tribunale”. Il pensiero del presidente, diramato ai suoi, è rude ma schietto: “Sembriamo i paesi satelliti dell’Iran o dei talebani. È un tentativo di truccare la partita, dimostra una volta di più agli italiani che razza di totalitarismo minacci questo Paese”. Talebani, la stessa etichetta che Berlusconi aveva affibbiato giorni fai ai pm. Prima di dar fuoco alle polveri, però, il presidente del Consiglio attende oggi il pronunciamento dell’ufficio elettorale e, a seguire, quello del Tar, sui ricorsi. Poi, se la lista Pdl nel Lazio dovesse restare fuori e Formigoni penalizzato anche lui in Lombardia, allora l’argomento diventerebbe il cavallo di battaglia del rush elettorale: i magistrati hanno “falsato la partita”, il “totalitarismo dei giudici minaccia la democrazia”. Anche se il vero incubo di queste ore è un astensionismo diffuso, frutto degli scandali giudiziari e dei pasticci elettorali.

Il presidente della Camera Fini è preoccupato anche lui per le sorti della “sua” candidata. Ma se da Oristano ha scagliato un altro sasso, raccontano, è anche perché a sua volta ha incassato come una provocazione il via libera di Berlusconi all’ingresso di Daniela Santanché al governo, due giorni fa. Anche lì, in piena vigilia elettorale, mentre tutto lasciava presagire che della delicata questione se ne sarebbe parlato dopo. Ma ormai i rapporti tra l’inquilino di Montecitorio e quello di Palazzo Chigi sono quelli che sono. I fendenti tra i fedelissimi dei due schieramenti ormai si sprecano, giorno dopo giorno. Il finiano Granata torna nuovamente ad ammonire (”Dopo il voto si cambia tutto o non si va avanti”) e in serata i pretoriani del premier replicano a stretto giro all’attacco di Fini (da Lupi a Napoli: “Dopo il 28 le cose cambiano”). Questa volta però anche il coordinatore Pdl di area An, Ignazio La Russa, sembra prendere le distanze dal suo ex leader: “Tutti vogliamo un Pdl più bello e forte, però accontentiamoci”.
fonte:repubblica.it

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